Toglietemi una curiosità… ma voi siete capaci di mangiare con le bacchette? Non so se sono io l’imbranata oppure sono le mie mani che si sentono troppo italiane da rifiutarsi di maneggiare quei bastoncini.
Io ci provo, le incastro alla perfezione tra le dita, punzecchio un po’ di cibo e appena le sollevo tutto scivola giù… come adoro la forchetta!!!
Ma il cibo orientaleggiante ha un suo fascino tutto particolare. Trovo che i sapori speziati, ben dosati naturalmente, creino un’atmosfera sognante di paesi lontani.
E per viaggiare sia con la mente che col palato, bisogna dimenticarsi per un attimo spaghetti e pomodoro… provate questo piatto e poi mi direte!

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Ingredienti: per 2
150 gr. di spaghetti di soia (noodles)
1 carota bella grossa
1 zucchina
2 coste di sedano
1 scalogno
1 pezzetto di zenzero fresco
2 cucchiai di salsa di soia scura
olio di semi (io preferisco olio d’oliva)
sale
Preparazione:
Mettete in ammollo gli spaghetti di soia in una ciotola con acqua fredda.
Nel frattempo lavate le verdure e spuntate carota e zucchina. Riducetele a julienne con una grattuggia a fori larghi. Tagliate a piccoli pezzetti anche il sedano.
Mettete nel wok qualche cucchiaio di olio e fate imbiondire lo scalogno tritato finemente. Aggiungete le verdure in due tempi diversi incominciando da sedano e carote e dopo qualche minuto unite anche le zucchine.
Grattugiate un po’ della radice di zenzero sulle verdure senza abbondare, altrimenti coprite tutto il sapore delle verdure.
Unite a questo punto gli spaghetti e mescolate. Portate a cottura per 3-4 minuti con qualche cucchiaio di acqua ben calda, la salsa di soia e regolando di sale.
Sole, tiepido, fiorellini, cielo azzurro!!! E’ arrivata la primavera… e con lei si rinnovano anche gli ingredienti nei nostri frigoriferi e cresce la voglia di cucinare piatti più salutari e freschi.
Questo risottino, messo insieme casualmente, l’ho trovato molto interessante. Leggero e al tempo stesso speziato dalle note del curry… insomma davvero buono!

INGREDIENTI: 2 porzioni
160 gr di riso carnaroli
80 gr di agretti *
1 zucchina media
1/2 piccola cipolla bianca
1 cucchiaio raso di curry
6 noci
brodo vegetale q.b.
2 cucchiai di olio extravergine d’oliva
PREPARAZIONE:
In una padella antiaderente fate tostare il riso senza alcun condimento. In un tegame da risotto fate rosolare dolcemente la cipolla tritata nell’olio. Aggiungete la zucchina lavata e tagliata a cubettini e metà degli agretti tagliati a pezzetti.
Fate cuocere qualche minuto dopodiché aggiungete il riso. regolate di sale e cuocete il risotto aggiungendo il brodo vegetale ben caldo, unendo un mestolo di brodo alla volta.
A metà della cottura unite i rimanenti agretti e a pochissimo dalla fine unite anche il curry. Completate il risotto cospargendolo con i gherigli di noce spezzettati grossolanamente al coltello. Servite tiepido.
(*) La Salsola soda, che viene anche comunemente chiamata Barba di frate o Barba del Negus, è una pianta dai molteplici usi; è edibile e viene perciò largamente usata in cucina (in questo ambito la pianta viene anche chiamata agretto) e veniva inoltre usata, in passato, quale importante fonte di soda (carbonato di sodio), che veniva estratta dalle sue ceneri dopo combustione.
Le foglie ed i fusti di Salsola soda sono commestibili e largamente usati in cucina, principalmente le piantine giovani e i germogli. La pianta è utilizzata soprattutto nella dieta mediterranea, ed in particolare in Italia e in Spagna (dove è nota con il nome di barrilla). È diffusa anche nella cucina aglosassone, dove viene chiamata con il nome italiano di agretti. In Romagna viene popolarmente chiamata lischi o liscari.
[fonte Wikipedia]
Questi finocchi sono un contorno ideale per della carne di agnello o un secondo di pesce al forno. Una ricetta profumata, molto leggera e gustosa, un’idea per preparare in modo diverso o finocchi. Provateli!!!

Pesto di menta e pinoli:
una ventina di foglie di menta
20 gr di pinoli
200 ml circa di olio extravergine d’oliva
qualche granello di sale grosso
Lavate bene le foglie di menta con acqua fresca.
Asciugatele tamponando con carta da cucina.
Riunite in un mortaio le foglie di menta, con qualche granello di sale e metà dei pinoli e iniziate a pestare.
Quando le foglie di menta sono ben macinate, aggiungete i rimanenti pinoli e, mescolando, unite a filo l’olio fino ad ottenere un composto morbido.
Finocchi:
3 finocchi
2 cucchiai di olio extravergine d’oliva
sale q.b.
pepe nero q.b.
Togliete la foglia esterna più dura ai finocchi.
Tagliateli a spicchi e lessateli in acqua leggermente salata per circa 10-15 minuti.
Scolateli e metteteli in padella con poco olio e una macinata di pepe.
Fateli rosolare ed insaporire per circa 5 minuti.
Disponeteli quindi sul piatto da portata e irrorateli con qualche cucchiaio di pesto di menta e pinoli.
Come rendere gustose e un po’ speciali delle semplici ma buonissime e freschissime sarde? Non serve niente di complicato, solo qualche erba aromatica e un po’ di pane raffermo. Ne risulterà un piatto ricchissimo di sapori, colori e gusto … gratinate poi, possono essere servite sia come secondo che come antipasto!

INGREDIENTI: per 2 persone
500 gr di sarde
2 fette di pane raffermo senza crosta
un ciuffo di prezzemolo
qualche foglia di salvia
un rametto di rosmarino
succo di 1 limone
olio extravergine d’oliva
sale e pepe q.b.
PREPARAZIONE:
Staccate la testa alle sarde e tiratela infilando la punta di un dito dentro il pancino per eviscerarle.
Sciacquatele velocemente sotto l’acqua fresca e lasciatele in un colapasta a sgrondare per bene.
Nel frattempo preparate la panatura: mettete nel mixer il pane raffermo tagliato a pezzetti, le erbe aromatiche lavate ed asciugate (togliendo il rametto centrale e più legnoso del rosmarino).
Unite 4 cucchiai di olio, un pizzico di sale e di pepe e frullate fino ad ottenere una panatura omogenea ma non troppo fine. Se la panatura vi sembra troppo asciutta unite ancora un goccio di olio.
Disponete a questo punto le sarde in una teglia da forno leggermente oliata, spremete il limone sulla superficie del pesce e distribuitevi sopra la panatura.
Infornate per 10 minuti a 180°C.
Questa minestra è un piatto completo e praticamente “perfetto” dal punto di vista nutrizionale, grazie all’abbinamento dei legumi con i cereali della pasta. Le pentole di coccio inoltre conferiscono ai legumi un sapore davvero speciale; la cottura a fuoco dolce e prolungata permette di esaltare tutto il profumo ed il sapore del piatto.

INGREDIENTI: x 4 persone
200 gr. misto legumi secchi per minestra (fagioli, lenticchie, piselli, fave)
100 gr. di pasta piccolo formato (io ho usato i sedanini)
1 carota
1 costa di sedano
1 cipolla dorata
2 cucchiai di passata di pomodoro
1 foglia di alloro
1 ciuffo di finocchietto selvatico
parmigiano q.b.
olio extravergine
sale
pepe
PREPARAZIONE:
Tenete a bagno i legumi secchi per mezza giornata.
Prendete un tegame in coccio, mettete qualche cucchiaio di olio e brasatevi le verdure tagliate a pezzetti. Unite i legumi, l’alloro, il pomodoro e coprite con acqua fredda, superando di circa 2 dita il livello dei legumi.
Coprite e lasciate cuocere a fuoco lento per circa 1 ora.
Passato questo tempo, molto probabilmente il liquido si sarà asciugato quasi tutto, unite quindi ancora 1 tazza di acqua bollente e calate la pasta.
Regolate di sale e lasciate cuocere per il tempo indicato.
Tritate il finocchietto e unitelo quando la minestra è ormai pronta.
Servite con pepe macinato al momento, una spolverata di parmigiano e un filo d’olio a crudo.
Questo è un secondo piatto perfetto per il cenone della Vigilia, che per tradizione si sà vuole piatti di magro. Ricetta senza troppi grassi, che vi terrà leggeri … in attesa del sontuoso pranzo di Natale.
Il baccalà è servito in due consistenze differenti: una parte infatti è servito a trance, mentre l’altra è stata frullata fino a ridurre a crema il baccalà. Croccanti cimette di cavolo appena sbollentate e ripassate in padella fanno da semplice ma gustoso contorno.

Ingredienti: 2 porzioni
400 gr di baccalà già dissalato
cavolo romano
semi di papavero
scalogno
1 limone
1 foglia di alloro
un’acciuga sott’olio
olio extravergine d’oliva
Preparazione:
Tagliate a tranci regolari circa 300 gr di baccalà e lessatelo per 5 minuti, in acqua acidulata col succo di limone e aromatizzata con la foglia di alloro
Scolatelo bene e fatelo arrostire in padella dalla parte della pelle. Il rimanente baccalà lessatelo nella stessa acqua, poi mettete la polpa in un mixer e amalgamate con le lame di plastica o meglio ancora con il gancio, fino a ridurre il baccalà in purea e aggiungendo un po’ di olio extravergine a filo.
Fate sbollentare le cimette di broccolo romano in acqua salata per 8-10 minuti, poi ripassatele in padella con olio, scalogno tritato e un acciughina.
Componete il piatto mettendo sul fondo qualche cucchiaio di crema di baccalà, appoggiatevi sopra i tranci di pesce cospargendoli di semi di papavero.
Distribuite sul piatto alcune cimette di cavolo e condite con un filo di olio a crudo.
Questo è un dessert particolare, molto profumato e fresco… lo trovo leggero, da servire magari dopo una cena un po’ consistente per non appesantire gli ospiti. E’ una mousse davvero cremosa, ma non aspettatevela tipo budino, sembra quasi una vellutata!
Il fatto che non ci siano nè latte nè panna mi ha attirato subito; è un dolce molto interessante perché può essere preparato anche per chi non sopporta molto bene i latticini.

INGREDIENTI: per circa 3 coppette
3 arance
3 uova
100 gr. zucchero
25 gr. farina
scorze di arancia per decorare
PREPARAZIONE:
Prendere una casseruolina e grattare la scorza di un’arancia.
Unirvi i tuorli con lo zucchero.
Aggiungere, poco alla volta, il succo delle 3 arance e la farina.
In alternativa si puo’ scegliere di versarvi prima il succo, i tuorli ed infine farina e zucchero ma a cucchiaiate e mescolando sempre bene prima di ogni aggiunta.
Quindi usare il mixer o frusta e battere molto vigorosamente non formando grumi (tutto a freddo).
Porre quindi sul fuoco a fiamma bassa e portare ad ebollizione, mescolando fino che non si rapprenda.
Togliere dal fuoco e lasciare raffreddare. Incorporarvi delicatamente gli albumi montati a neve ben ferma, e raffreddare bene in frigorifero.
Potete servirla con una spolverata di cannella, o dello zucchero a velo, o ancora, come ho fatto io, semplicemente con delle scorze di arancia tagliate a julienne.
Ringrazio per questa ricetta Marco di Cookaround. L’idea è sua, io non ho fatto altro che metterla in pratica e… mangiarla!
Questa è una ricetta molto fresca nonostante gli ingredienti quasi autunnali.
Un piatto molto salutare per la completezza dei nutrienti che lo compongono, ma al tempo stesso bello da vedere, allegro e colorato e con un tocco in più nella presentazione.
Perfetto per stare a tavola in leggerezza senza rinunciare al sapore e all’estetica del piatto.

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INGREDIENTI: 2 porzioni
100 gr di bulgur
50 gr di quinoa
200 gr di filetti di trota salmonata
una dozzina di cavolini di bruxelles
2 fogli di pane carasau
poco vino bianco secco
olio extravergine d’oliva
sale e pepe q.b.
PREPARAZIONE:
Fate lessare in acqua salata il bulgur e la quinoa per il tempo indicato sulla confezione (circa 10-15 minuti).
Nel frattempo mondate i cavoletti e tagliateli in quarti. Fate scaldare in una padella un poco di olio e rosolateci i cavolini. Fate cuocere per qualche minuto regolando di sale. Unite i filetti di trota ridotti a filetti, cuocete per un minuto e poi sfumate con un goccio di vino bianco.
Scolate bulgur e quinoa e fateli saltare nella padella del condimento, macinando un pizzico di pepe.
Posizionate sui piatti un foglio di pane carasau, sporzionate e servite.
Quando trovo sul banco del pesce quelle belle mazzancolle fresche non so resistere e pregusto già il sapore dolce e il loro profumo di mare.
Volevo valorizzarle al meglio, senza “pasticciarle” troppo. Abbinarle a verdure estive e fresche in modo da poterle assaporare in tutta la loro bontà. Il dressing allo yogurt condisce questo piatto unico in modo egregio senza appensantire la preparazione.

INGREDIENTI: x 2 persone
20 pomodori (circa) varietà ciliegino
500 gr. di mazzancolle
2 cetrioli
1 carota
100 gr di yogurt bianco
un ciuffo di aneto
2 cucchiai di semi di sesamo
olio extravergine
sale e pepe
succo di limone
PREPARAZIONE:
Fate sbollentare per pochi minuti le mazzancolle in acqua bollente leggermente salata.
Sgusciateli lasciando attaccata la codina, che sono più carini da vedere.
Metteteli in una ciotola e conditeli con un cucchiaio di olio e poco succo di limone. Mescolate e lasciateli raffreddare.
Lavate i pomodori e tagliateli a spicchi. Sbucciate il cetriolo e tagliatelo a fettine sottili.
Grattugiate finemente una carota e mescolatela bene allo yogurt, unendo sale, un pizzico di pepe, olio e limone a piacere.
In una padellina antiaderente, senza nessun condimento, fate tostare leggermente i semi di sesamo.
Distribuite le verdure sui piatti da portata, versate sopra qualche cucchiaiata di dressing allo yogurt e carote, suddividete i gamberi e spargetevi sopra i semi di sesamo e l’aneto tritato.
Avete voglia di un bell’arrosto sugoso e saporito ma senza spendere un patrimonio in filetto o controfiletto?
Con la carne di tacchino, leggera e soprattutto economica, si può ottenere un buon risultato, ma spesso il nostro arrosto risulta un po’ asciutto e fibroso.
Una soluzione per ovviare a questo inconveniente è farcire la carne con un ripieno in modo da mantenere l’umidità necessaria per far sì che l’arrosto risulti molto più succulento.
Ho pensato anche di cuocere il nostro arrotolato senza arrostirlo subito come si fà solitamente, ma di far precedere alla doratura una cottura a vapore.
Chiuso dentro carta forno l’arrosto mantiene tutti gli umori al suo interno e la carne resta sicuramente più morbida e umida.

INGREDIENTI: per 6 porzioni
600 gr. di fesa di tacchino a fette
150 gr. di salame cotto
65 gr. di pancarrè
60 gr. di parmigiano
2 uova
1 peperone rosso
1 peperone giallo
8 foglie di catalogna
poco latte
1 noce di burro
olio extravergine d’oliva q.b.
sale e pepe q.b.
PREPARAZIONE:
Lavate i peperoni, tagliateli a falde eliminando bene i semi e i filamenti bianchi.
Prendete una teglia che possa andare nel microonde e adagiatevi le strisce di peperone, salatele leggermente, versate un filo di olio e pochissima acqua, non dovete nemmeno coprire tutto il fondo della teglia. Mettete nel microonde e cuocete i peperoni a 600W per circa 15 minuti.
Mettete nel robot da cucina il salame cotto con il parmigiano, l’uovo e il pancarrè precedentemente ammollato nel latte e strizzato. Aggiungete un pizzico di sale e pepe e frullate fino ad ottenere un impasto ben omogeneo.
Stendete le fette di fesa di tacchino su un foglio di carta forno sovrapponendole leggermente. Battetele con il pesta bistecche per assottigliarle.
Versate la farcia di salame cotto sulla fesa di tacchino spalmandola in modo uniforme e senza arrivare troppo vicino ai bordi. Molto probabilmente la farcia sarà abbondante, tenete da parte 2-3 cucchiai di composto che vi servirà dopo per il sugo dell’arrosto.
Distribuite sopra la farcia le strisce di peperone alternandole con foglie di catalogna alle quali avrete tolto la parte più dura dei gambi.
Arrotolate ben stretto aiutandovi sollevando il foglio di carta forno.
Richiudete le estremità a “caramella” e legate con spago da cucina proprio come fosse un arrosto.
Prendete una pesciera, riempitela per circa metà di acqua e portatela a bollore. Ponete l’arrosto sulla griglia della pesciera, chiudete con il coperchio, e fate cuocere a vapore per circa 30-40 minuti, girandolo sull’altro lato a metà cottura.
Prendete ora una pentola per arrosti e versate 2 cucchiai di olio e una noce di burro.
Togliete lo spago all’involucro e liberate l’arrosto dalla carta forno. Mettetelo in pentola e fatelo ben rosolare da tutti i lati, insaporendolo con poco sale e pepe.
Quando è ben dorato levatelo e unite nella pentola la farcia che vi era avanzata. Unite qualche cucchiaio di acqua calda e fate cuocere per circa 5-10 minuti fino ad ottenere un sugo della densità desiderata.
Tagliate l’arrosto e servitelo nappando le fette con qualche cucchiaio di sugo.